La fiducia, si sa, è alla base della relazione medico-paziente. Ma in un’epoca in cui le informazioni sono a portata di clic, fake news, deepfake, infodemia e dati non verificati possono avere serie conseguenze sulla salute pubblica, per cui occorre porsi la domanda su chi siano i pazienti/cittadini oggi rispetto a dieci, venti anni fa.
In sintesi, potremmo dire che oggi ogni cittadino:
- ha un’opinione su cosa sia giusto o meno per sé (es. vaccini, dieta, farmaci, terapie, esami, ecc.);
- ha il diritto di richiedere una second opinion (ricorso ad altro medico/struttura al fine di confermare/confrontare o rivalutare una diagnosi/terapia);
- cerca da sé le informazioni sul proprio stato di salute (e, in diversi casi, si cercano le informazioni che confermano presupposti impliciti);
- può essere esposto a informazioni non veritiere come fake news e deepfake.


