PHARMA AND FINANCE

Il lato finanziario dell’innovazione

Notevoli investimenti ai tempi della pandemia, nel 2021 record di operazioni finanziarie che hanno portato al volo di tante startup. Gli investitori hanno puntato molto anche sulla digitalizzazione e l’acquisizione di sistemi evoluti di intelligenza artificiale. Nel 2023 si è notata una flessione generale da parte del capital venture con scelte orientate su un numero minore di aziende: meno capitali a disposizione per la drug discovery ma le startup restano comunque osservate speciali. Tutto il settore fintech è in sofferenza da questo punto di vista. Dall’altro lato le aziende healthcare/lifescience stanno puntando su GenAI e si muove il Corporate Venture Capital. 

Relativamente al biotech, l’Italia conta su 800 imprese che danno lavoro a 13.700 addetti con buone prospettive. Ma il panorama della penisola può nettamente migliorare in termini di nascita di unicorni nell’ambito IT: non benissimo rispetto ad altri paesi europei. 

 

Dati e fatti chiave: in chiaroscuro dopo il boom del 2021


Nel 2021 un buon aumento dei ritorni degli investimenti delle aziende del biopharma. Buoni riscontri anche per le aziende italiane aderenti a Farmindustria con capitale italiano: le cosiddette Fab13. In aumento anche le operazioni M&A, secondo PWC: importanti investimenti sulle startup biotech.  La finanza gioca un ruolo chiave nel supportare la digitalizzazione del sistema R&D. Le opzioni digitali possono contribuire a facilitare le decisioni strategiche e l’innovazione in ottica sostenibilità e personalizzazione dei prodotti. Le aziende possono migliorare produttività, velocità di realizzazione e integrazione. In campo il cloud, intelligenza artificiale, machine learning, blockchain, elaborazione del linguaggio naturale. Da un lato l’innovazione può supportare il business sfruttando i dati per integrare nuove informazioni nelle strategie di crescita. Dall’altro lato, si consolida un ecosistema di open innovation più competitivo e dinamico.  Dal 2016 al 2020 gli investitori hanno piazzato scommesse sempre più grandi su un numero sempre minore di aziende. Lo si evince dal calo dell’11% nel numero annuo di finanziamenti tra il 2016 e il 2020. Ma nello stesso tempo si è registrato il raddoppio della quantità di capitale raccolto. Nel 2020, per la prima volta, le biotech hanno raccolto più liquidità rispetto agli sviluppatori “classici”. Al centro le terapie cellulari e geniche, più costose nella fase di produzione, ma con prospettive di business a medio-lungo termine molto interessanti e appetibili per gli investitori. Aree terapeutiche che raccoglievano più liquidità: oncologia, neurologia e psichiatria. Nel 2021, l’ecosistema tecnologico europeo è in crescita e ciò riguarda anche l’industria lifescience. Ma in Italia, al 2021, la nascita di unicorni è ancora sottotono rispetto ad altri Paesi. 2022-23: gli investimenti rallentano anche per la drug discovery. In aumento però l’interesse dei dirigenti pharma verso l’intelligenza artificiale, con acquisizioni di startup, sebbene l’attività globale di venture capital sia rallentata e gli investitori sostengano un numero molto inferiore di operazioni sull’intelligenza artificiale rispetto al livello registrato durante il boom del 2021. 2023 secondo trimestre: in generale, gli investimenti fintech continuano a diminuire così come i fondi dei mega-rounds. Luglio 2023: in un panorama non entusiasmante si nota che il Corporate Venture Capital, si sta mettendo in azione. Aziende che decidono di investire i propri capitali a rischio sulla digital health. Un report ENEA-Assobiotec sottolinea il grande potenziale del comparto biotech italiano, anche se ancora sotto-traccia, rispetto ad altri paesi europei. PNRR e il Piano nazionale per le Biotecnologie potrebbero favorire il decollo. Il biotech italiano conta su 800 imprese e 13.700 addetti (2023).  Fine 2023/2024: flessione della partecipazione del Venture capital allo sviluppo di vari settori tecnologici, l’interesse si concentra su IA generativa e al sustainibility tech. Anche perché l’adozione di GenAI accelera nelle varie organizzazioni e industrie, fattore chiave per attrarre capitale. Tra i settori, anche quello healthcare, farmaceutico e medico che trova sia strategico investire in GenAI.     

APPROFONDISCI CON PREMIUM


Investimenti Pharma a buon fine nel 2020-2021 Si punta sempre di più su fonti esterne di innovazione. Bene anche un report relativo alle Fab13: le principali aziende farmaceutiche italiane.
      • I punti salienti dell’indagine Deloitte 2021
      • 2021: anno “effervescente” per la M&A
      • Luglio 2023: i brand di maggior valore nel Pharma
Pharma R&D: fondamentale la risorsa finanziaria e il digitale Anche la finanza dedicata al Pharma procede sulla strada della digitalizzazione e l’adozione di sistemi avanzati di intelligenza artificiale e robotica. il team finanziario, ben organizzato e supportato dalla tecnologia, è essenziale a supporto delle aziende.
      • Digitalizzazione finanziaria del pharma
      • Il digitale sempre più protagonista
Venture capital, la risorsa necessaria. I capitali a rischio restano decisivi per ll promozione della R&D.  Genenta Science, la prima Biotech italiana quotata al Nasdaq. Sul fronte Big pharma Investimenti mirati sull’innovazione, sulla formazione del personale, sui mutamenti organizzativi, il reporting finanziario, i big data e la tecnologia digitale: passi irrinunciabili per il successo sul mercato. Due esempi.
    • Novartis 
    • Astrazeneca 

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